Cum Grano Salis - Referendum Costituzionale 2016

Cum Grano Salis – Referendum Costituzionale 2016

Cum Grano Salis, ovvero con un granello di sale. La locuzione appare nella “Naturalis historia” di Plinio il Vecchio che descrive un antidoto che agiva soltanto se preso, appunto, “con un grano di sale“.

In senso figurato ha poi assunto il più ampio significato di “con un pizzico di buon senso”, “usando la testa” ed ha portato, probabilmente a coniare anche l’espressione “avere il sale in zucca”.

Comunque siano andate le cose la regola è certamente valida, pensare sempre a quello che si fa con attenzione.

Okki Aperti vuole essere un po’ questa cosa, per questo il primo articolo è stato sull’analfabetismo funzionale e per questo la produzione degli ultimi tempi non è stata così ampia di testi, usare la testa non è facile di questi tempi, mentre le “distrazioni” mentali sono sempre presenti.

Il turbinio della vita moderna

Così, presi  “nel turbinio della vita moderna”, ci “scordiamo” troppo spesso di collegare il cervello e facciamo moltissime cose sbadatamente. Abbiamo sempre avuto delle scadenze, da sempre a casa mia ho sentito dire “devo pagare il gas” o “la luce”, il mutuo piuttosto che l’affitto e le tasse a fine anno. Oggi, però, le cose si sono curiosamente complicate e gli strumenti che dovrebbero aiutarci invece di migliorarci ci peggiorano rendendoci schiavi di un sistema perverso per il quale dobbiamo smettere di pensare, troppo presi dagli adempimenti quotidiani.

Se una volta pagavamo le tasse a fine anno, adesso abbiamo, quando va berne, almeno due scadenze per ogni differente argomento, così tra TASI, TARI, ICI e quant’altro il calendario si infittisce di appuntamenti. IVA, anticipi e compravendite fanno il resto, obbligandoci spesso a rivolgerci a dei professionisti per poter sbrigare i “normali” adempimenti fiscali.

Frequentando l’estero ho scoperto che in Francia i commercialisti sono una categoria sconosciuta, in Germania, invece, molto pochi, e tutti sono utilizzati per azioni più complicate che i “normali” adempimenti o, in qualche caso, per pigrizia fiscale da chi se lo può permettere, ma tutto il resto è sbrigato dallo stato che, comunque i conti li deve fare.

A me è capitato un paio di volte che dopo essermi quasi esaurito per trovare la formula corretta per calcolare le tasse ho commesso un errore, prontamente scovato dagli uffici del fisco e punito. È a questo punto che la domanda sorge spontanea: ma se sai quanto devo pagare, perché non me lo dici e chiudiamo la partita?

In molti paesi europei funziona così, una mia amica francese aveva la necessità di fatturare, ha chiamato gli uffici corrispondenti alla nostra agenzia delle entrate, le hanno dato in pochissimo tempo appuntamento con un consulente dalla quale si è recata, il consulente le ha spiegato come funzionava, le ha aperto la “partita IVA” gratuitamente e sul posto e le ha indicato l’indirizzo postale o email dove inviargli tutte le fatture ed i movimenti della sua nuovissima azienda, eh, si, perché il “consulente” dell’agenzia delle entrate francese da qual momento diventava il suo commercialista, facile, veloce ed efficace: lo stato ti fa i conti e tu non sbagli e non scappi.

I francesi hanno altre pecche, nessuno è perfetto, i tedeschi anche, la globalizzazione, però, dovrebbe farci pensare ed applicare le varie differenti migliori metodologie Cum Grano Salis.

Il paese dei furbissimi

Invece, nel paese dei furbissimi, facciamo di solito il contrario e quando qualcosa non va bene cerchiamo di evitare il problema non risolvendolo, ma cercando di evitare che si produca. Ho scoperto recentemente che le cause legali “per motivi minori” sono diminuite, credevo fosse per effetto di una qualche semplificazione, invece no, esattamente per l’opposto, fare causa a qualcuno è così complicato che se non hai tempo, denaro e pazienza è meglio rinunciare dal principio, così, se il condominio prende una decisione senza le dovute maggioranze la decisione resta valida fino ad impugnazione, per la quale si deve presentare un complicato ricorso in tempi e modalità così selettive da richiedere grande attenzione e precisione, devi pagarti un avvocato anche se ne sai più tu di lui e devi armarti di grande pazienza per poter affrontare i tempi e l’arroganza di molti giudici alla presenza dei quali non puoi nemmeno bisbigliare nell’orecchio del tuo costosissimo legale senza inimicarteli. Esperienza diretta.

Alla fine, se va bene, mentre la causa va avanti il condominio fa comunque i lavori che tu contesti e che dovrai pagare irrimediabilmente, ti sei pagato il legale ed avrai avuto la soddisfazione di avere ragione. Meglio rinunciare, anche perché se perdi, invece, paghi anche e per intero il costosissimo legale della controparte, le cui spese erano decise dal giudice secondo buon senso e che dopo l’avvento del carissimo signor Renzi, oltre all’amento del 200% delle tasse giudiziarie, invece viene imposto obbligatoriamente per intero nei massimi previsti, con l’effetto che anche le cause di lavoro sono diminuite perché sempre meno lavoratori se le possono permettere.

I diritti negati

L’effetto è che la “giurisprudenza” modifica le leggi e quelli che una volta erano diritti oggi non lo sono più, per esempio l’articolo 2103 del Codice Civile, che, modificato dall’art. 13 Legge n.300/70 (cd. Statuto dei lavoratori), prevedeva una rigida interpretazione delle mansioni dei lavoratori e che oggi è del tutto disatteso a favore di una “prevalenza” semestrale nell’anno, così vi assumono come fattorino e vi fanno dirigere un’azienda per il 49% del vostro tempo, mentre il 61 non esiste perché non potete provare che svolgete il ruolo per più di quattro ore al giorno.

E così via, adempimenti, vessazioni, scadenze e distrazioni, tutto serve a non farci pensare e non utilizzare quel Grano Salis che sarebbe sufficiente a mandare a casa tutti i governi degli ultimi venticinque anni, nei quali gli statisti si sono distinti per caratteristiche non certo attinenti al ruolo, scandali, giochini, scherzetti, atteggiamenti, vestiti, nessuno per la statura morale e/o politica.

I grandi della politica

Se penso ai grandi della politica internazionale del passato ne ho un’immagine austera e seria, giganti! Cavour, Togliatti e così via sono sempre raffigurati con sobrietà, persino Churchill, che era un gran burlone, al massimo ha il sigaro come immagine trasgressiva, al contrario Amato, Berlusconi, Renzi e compagnia li ricordiamo per atteggiamenti non certo edificanti, ed all’estero non è sempre meglio.

Questo è il problema, il Grano Salis è pericoloso, meglio il populismo di FaceBook e l’analfabetismo funzionale di un popolo di pecoroni che inseguono il nulla mentre al governo ci sfilano tutto quello che ci è rimasto.

A fine anno ci sarà, forse, un referendum costituzionale che cambierà, forse, per sempre le sorti del popolo italiano, la campagna elettorale per il SI è fatta di “veri partigiani”, “scienziati” schierati, giornalisti prezzolati, attori convertiti e chi più ne ha più ne metta, l’opinione del singolo non è prevista, dobbiamo decidere come farebbe uno qualsiasi dei personaggi “importanti” che ce lo dicono, dobbiamo votare come loro.

Abrogare i “vecchi” diritti

#IOVOTONO, al referendum e non per contrapposizione, perché credo da sempre che le costituzioni invecchiamo e si possano cambiare e che si debbano cambiare, se necessario, ma che i diritti restino sempre diritti, anche se hanno qualche hanno.

Rinunceremmo alla Magna Charta Libertatum solo perché è del 1215? Cancelleremmo il divieto di imporre nuove tasse senza il consenso di nessuno, di non poter essere imprigionati senza un regolare processo, alla proporzionalità della pena rispetto al reato alla libertà di religione perché in settecento anni la società è cambiata?

Eppure, ci lasciamo estrarre tutto il sale dalla zucca senza spesso fare nulla, anzi, rincorrendo il nulla da fare, presi tra compleanni FaceBook e Google, immagini più o meno divertenti, bufale che sembrano vere e giornalisti che per contare qualcosa devono propinare al loro gregge notizie “incredibili” perchè, ormai, niente fa più notizia, nemmeno le guerre e la stoltezza dei governi che condannano guerra e violenza permettendo la produzione e l’esportazione di armi che vengono chiamate “intelligenti”, ma che non sanno distinguere tra buoni e cattivi, tra adulti e bambini o tra caserme ed ospedali.

#IOVOTONO

Al referendum, alla guerra, a tutti i soprusi, ma soprattutto allo spegnimento del cervello, qualche volte per vincere bisogna perdere, qualche volte per vincere si deve rinunciare, la scelta migliore per il referendum costituzionale è non farlo, nessuna legge ci obbliga a farlo, lasciamo perdere, lasciamo le cose come stanno, evitiamo il confronto, #rinunciamo!

C’è stato un momento in cui si è voluto personalizzare il voto al punto di legare ad esso la sopravvivenza del governo, oggi le cose sono cambiate ancora e si vuole far votare gli italiani dopo la legge di stabilità nella quale, magari, elargire qualche “regalino” di orientamento … ormai il governo è chiaro che non è più gradito, le modifiche alle leggi elettorali ed alla costituzione fin qui approvate non ci permettono di mandarlo a casa e Renzi ha deciso di restare fino a fine mandato e contro ogni buon senso, ma  non è obbligatorio votare a tutti i costi, facciamoci del bene, se è vero che la finanza internazionale guarda all’Italia con apprensione, se è vero che da questo inutile braccio di ferro per modificare una costituzione che non va poi tanto male  e che dalla lotta possiamo uscirne tutti malconci, agiamo Cum Grano Salis, evitiamola.