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Riforma costituzionale: quello che viene detto e quello che non vi dicono.

Riforma costituzionale: quello che viene detto e quello che non vi dicono, tanti comitati per il NO ed una campagna del Governo per il SI, ma siamo sicuri di aver avuto davvero tutte le informazioni?

Quello che viene spesso detto sulla riforma costituzionale sottoposta a referendum il 4 dicembre 2016 è che non fa le cose che sono state promesse e che ne fa altre che peggiorano democrazia e burocrazia.

 

Quanti articoli cambiano

Tutto questo è vero, però il testo rilasciato è così ampio e complicato che probabilmente nemmeno in Parlamento è stata davvero letto da tutti ed il peggio, a mio parere, è che i suoi contenuti non vengono detti e spiegati in modo chiaro, d’altronde questa volta non si tratta di una piccola modifica, ma, per la prima volta dalla sua entrata in vigore, la nostra costituzione verrà riformata in ben trentasette (37) articoli più tre (3) leggi costituzionali e due (2) complicati ed estesi articoli di nuova introduzione.

Il totale fa quarantadue (42) articoli modificati od introdotti che per essere modificati avranno bisogno in futuro di un’altra legge costituzionale. Cosa davvero difficile, quindi attenzione, perché questo governo fa davvero sul serio e se sbagliamo ne pagheremo le conseguenze per davvero molti e forse troppi anni.

Il numero elevato di modifiche è proprio quello che rende complicata e difficile la comprensione a noi poveri mortali. Se si modificassero, come in precedenza, poche parole di solo uno, due od al massimo tre articoli, tutti avremmo la possibilità di comprenderne appieno il senso e la valenza, ma trentasette (37) più cinque (5) sono davvero troppi, alla seconda o terza riga di spiegazione i più smettono di leggere ed i più resistenti e tenaci potrebbero arrivare forse ad una decina e/o qualche pagina di emendamenti, ma trentasette … la vedo davvero dura.

 

Le modifiche alla Costituzione

Anche il titolo riportato sulle schede referendarie, ma già deciso in fase di approvazione alle camere, è da sé un grande programma, esso, infatti, riporta: “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”.

Qualcuno sostiene si tratti di uno spot elettorale del Governo, ma dovrebbe, invece, far riflettere. Vediamo perchè:

  1. “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario”
    Vero: il bicameralismo paritario si “supera”.Lo si fa, però, trasformandolo da paritario a sbilanciato a favore della Camera dei Deputati e questa è la prima “non semplificazione”. Infatti, invece di ridurre le norme e la burocrazie si ampliano trasformando, per esempio, l’articolo 70 da una stesura di nove (9) parole in una di ben quattrocentotrentanove (439). Le modifiche riguardano le competenze delle Camere che, unite alle successive modifiche operative, secondo alcuni costituzionalismi porterebbero ad avere almeno dodicici/quindici nuovi sistemi di formazione delle leggi. Cosa che tutto sembra tranne una semplificazione.
  2. “la riduzione del numero dei parlamentari”
    Vero: i senatori scendono da 320 a 100, più i senatori a vita.Quello che non viene specificato, ma già ampiamente detto, che non saranno più eletti dai cittadini e non perderanno le attuali prerogative, stipendio, vitalizio, immunità ed altro. I Costi complessivi dovrebbero scendere aprendo a scenari davvero singolari ed unici al mondo di sindaci e/o assessori regionali con doppi incarichi, nominati dalle maggioranze, etc. 
  1. “il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni”
    Vero: Meno senatori, meno stipendi e vitalizi.Ho appena affermato che meno senatori dovrebbe portare anche a meno spesa. Su quanto sia il risparmio effettivo sono possibili solo ipotesi, perché se poi dovremo sostenere costi accessori maggiori e maggiori complicazioni, anche quelle un costo, il risparmio per il bilancio dello stato potrebbe non essere significativo rispetto alla perdita democratica. 
  1. “la soppressione del CNEL”
    Nel testo si dice espressamente “soppresso”.Qui, comunque, vi sarebbe un bel capitolo a parte, infatti, il CNEL era nato con uno scopo preciso, ma poi vanificato e distorto nel tempo, quindi, servirebbe di più la sua abolizione od una sua bella riforma? Non c’è stato dibattito sufficiente, quindi, non c’è spazio per altre determinazioni, prendere o lasciare ed i costi della dismissione a carico dello stato. 
  1. “la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”
    Il Titolo V riguarda le Regioni, le Provincie ed i Comuni.Con la riforma si adegua la già avvenuta riforma delle provincie e si da a regioni e comuni più poteri. Sono ben undici (11) gli articoli modificati, anche qui valeva, forse, la pena di avere un dibattito un po’ più ampio, prima di metterci mano, dato che anche questa modifica avrà un’incidenza importante sulla vita di tutto noi.

 

Quello che non viene detto nel titolo della riforma

Detto questo andiamo avanti con quello che il titolo della riforma non dice sulle modifiche costituzionali:

  • Titolo I, Sezione II, Formazione delle leggi
    Come già intuito cambia anche il metodo di formazione delle leggi.In questo Titolo si modificano ben nove (9) articoli, aumentando il numero delle parole in modo impressionante e, ovviamente, ancora una volta complicando e non semplificando. Per questo i costituzionalisti dicono che ci saranno dodici/quindici possibili metodi.
  • Titolo II Il Presidente della Repubblica e Titolo III Il Governo Sezione I Il Consiglio dei Ministri 

    Non ve l’hanno detto? Strano, ma anche le attribuzioni e prerogative del Presidente della Repubblica e del Governo devono cambiare e cambiano in complessivamente nove (9) articoli modificati nei quali diventa un po’ meno facile eleggere il presidente e vengono sostituiti e/o modificati tutti i rimandi al Senato, ormai destituito di ogni potere di controllo sul Governo passandone le attribuzioni alla Camera dei Deputati.

  • Titolo VI Garanzie Costituzionali Sezione I La Corte Costituzionale
    La Corte Costituzionale, nel complesso, adegua solamente le proprie attribuzioni.Anche se le modifiche dei due (2) articoli in questione, avendo comunque retroscena che ne modificano la capacità di manovra, potevano essere discussi in un sereno e, credo, più fruttuoso dibattito.

 

Articoli non recanti modifiche al testo della Costituzione ma che modificano altre leggi costituzionali

Oltre alle modifiche costituzionali, però, si contano qui tre altre (3) modifiche a leggi costituzionali, di pari importanza, quindi. Queste riguardano la presidenza del Comitato per il giudizio di alto tradimento nei confronti del Presidente della Repubblica, l’applicazione dell’immunità parlamentare e la nomina dei giudici della corte Costituzionale.

Tutte le modifiche sono necessarie per un adeguamento alla nuova e fortemente mutata realtà legislativa.

 

Articoli nuovi

Per ultimo, vale la pena di osservare che con l’occasione si introducono per legge costituzionale due (2) articoli che trattano argomenti non previsti prima a questo livello.

Questi articoli sono parimenti importanti perché le norme in essi contenute saranno modificabili solo attraverso un’altra legge costituzionale e non una legge ordinaria, quindi è facile ipotizzare che resteranno in vigore moltissimi altri anni.

Tra le disposizioni per me degne di nota, ma che comunque invito a leggere integralmente tramite gli allegati, vi sono i contratti dei dipendenti delle Camere e le prerogative dei Senatori a Vita.

A questo punto la cosa migliore sarebbe una bella disamina del testo da approvare punto per punto, ma non sono sicuro sia sostenibile, per me la cosa migliore è rimandare il testo ad un parlamento eletto con una legge non dichiarata incostituzionale ed ad un dibattito più ampio.

Con la costituzione non si scherza!

 

Allegati:

Costituzione delle Repubblica Italiana (Senato della Repubblica)

Testo della legge di riforma costituzionale (Gazzetta Ufficiale)

Testo comparato della legge di riforma con la Costituzione vigente (Rilasciato dal Governo)