rottamato

ROTTAMATO

Diceva di voler rottamare e si sta rottamando, professava la giustizia sociale ed ha aumentato le divisioni, voleva unire l’Italia e l’ha spaccata in due, solo contro tutti.

Il 4 dicembre si andrà al voto, un SI o un No. Senza quorum, digitale. Il 5 dicembre l’Italia sarà comunque diversa, probabilmente nel caos e comunque vadano le cose.

Mai prima d’ora un Presidente del Consiglio italiano aveva mentito, in buona fede o meno, come Matteo Renzi sta facendo da due anni e non è nemmeno vero che se vincerà il NO non cambierà nulla.

Dopo essersi giocato l’ultimo pezzo di faccia rimasto, ed anche le terga, se vincesse il NO la pressione su di lui sarebbe insopportabile, persino le opposizioni interne non potrebbero più reggere il gioco ed il governo, il PD di Renzi avrebbe fatto il più grande buco nell’acqua della storia repubblicana e dovrebbe dimettersi od essere dimesso. Credete che Mattarella starà a guardare? Vedremo.

E se vincesse il SI? Beh, se vincesse il si ci sarebbe un parlamento davvero curioso, una Camera dei Deputati con 148 membri dichiarati eletti in modo anticostituzionale, di cui ben 126 nel PD che ha promosso la riforma, ed un Senato di eletti ma non più costituzionale.

La politica alla deriva, ma sarà possibile governare ancora in queste condizioni?

Soprattutto: potrà Renzi continuare a governare per altri due anni con l’attuale sistema dopo aver tanto strillato per un cambiamento che arriverà solo dopo le elezioni, che lui stesso dichiara, ci saranno solo nel 2018?

Per citare il titolo di un noto film, il 5 dicembre sarà quindi “The day after tomorrow”, il giorno dopo l’olocausto, il giorno della disfatta del governo, comunque vadano le cose.

Quindi nel 2017 la cosa migliore da fare saranno nuove elezioni, per legittimare un parlamento ed un governo comunque delegittimati dal corso di una politiche che mai come prima aveva fatto così tanti errori e così tanti danni al sistema elettorale, ma non è finita: quale futuro per il dopo elezione?

Renzi ha detto ieri che lui non è come gli altri, lui vuole governare, non restare immobile. Curioso, perché quello che sta facendo non solo lo immobilizzerà sempre più, ma addirittura potrebbe consegnare l’Italia ai suoi avversari, che avrebbero, così, il potere che lui voleva e che non potrà esercitare.

Il Movimento Cinque Stelle invoca da sempre nuove elezioni e ieri ha ribadito che se vincerà il NO saranno indispensabili, ma anche se vincerà il SI e, comunque, prima o poi avverranno ed il movimento sembra essere l’unica vera alternativa politica attualmente in campo, a meno di non credere che Berlusconi possa davvero ritornare, magari sorretto da un esoscheletro ipertecnologico che possa garantirgli ancora di viaggiare per fare politica, o che i partiti della destra possano fondersi e trovare un solo leader alternativo.

Ecco, lo scenario si delinea più chiaro e comunque vadano le cose si dovrà andare ad elezioni con le quali, se vincesse il SI, il PD potrebbe consegnare la politica in mani avversarie ed essere immediatamente rottamato. Un pasticcio tutto all’italiana, il rottamatore che diventa un rottame.

Davanti a questa possibilità anche i più decisi potrebbero sentirsi indecisi e completare l’opera governativa lasciando tutto nel caos più assoluto.

Ecco, quindi, che tutti noi si dovrebbe fare uno sforzo importante: andare a votare e votare secondo coscienza e non secondo slogan.

Ho letto che l’Italia è divisa tra quelli che hanno capito la riforma e quelli che votano SI, potrebbe non essere vero, ma quello che è certo è che solo partecipando alla vita politica della nostra nazione eviteremo che esseri inferiori se ne impadroniscano.

Lo affermava Platone in tempi non sospetti, lo ha fatto Hitler confermando la validità della teoria, non succederà ancora ed in Italia, il 4 dicembre tutti al voto!